
CHI SONO
Mi chiamo Giuseppe Minonne e sono nato ad Houthalen ( Belgio ) il 19 Agosto 1955 . Ho conseguito il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale presso l’ I.T.C. “PITAGORA” di Taranto nel 1974 con la votazione di 54/60, attualmente lavoro con la qualifica di Quadro Direttivo presso un importante Istituto bancario di Taranto .
Io ho un sogno da realizzare, contribuire alla rinascita di Taranto.
Mi chiamo Giuseppe Minonne e sono nato ad Houthalen ( Belgio ) il 19 Agosto 1955 . Ho conseguito il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale presso l’ I.T.C. “PITAGORA” di Taranto nel 1974 con la votazione di 54/60, attualmente lavoro con la qualifica di Quadro Direttivo presso un importante Istituto bancario di Taranto .
Io ho un sogno da realizzare, contribuire alla rinascita di Taranto.
La città dei due mari ha un glorioso passato che merita di essere non solo ricordato, ma anche riproposto e realizzato nuovamente.
INSIEME SI PUO’ !
Con il mio candidato Sindaco, la signora Graziana Bruno, sicuramente vi sono più diversità che identità di vedute, a causa delle differenti esperienze di vita e della diversa formazione politica : tuttavia ci accomuna una enorme passione civica per questa città, il desiderio di contribuire alla sua rinascita e la ferma determinazione a conseguire questo obiettivo con onestà, competenza e professionalità .
Partendo da questo comune intendimento, insieme agli altri candidati abbiamo formato una squadra che rappresenta un vero e proprio LABORATORIO di idee ed impegno civico nonchè un esempio di metodo di lavoro che speriamo venga condiviso dalla stragrande maggioranza dei tarantini.
A tutti coloro che sono LIBERI dalla schiavitù delle ideologie e dell’ignoranza e FORTI nel loro amore per TARANTO io chiedo di abbandonare le antiche divisioni e coalizzare le forze in un unico grande impegno per la città !
Il lavoro da svolgere è enorme ed abbisogna dell’impegno di tutti !!!
Bisogna partire dalle fondamenta e ricostruire innanzitutto le procedure di funzionamento della Amministrazione Comunale, procedure che sono il fondamento stesso della democrazia : ridefinire con esattezza i ruoli politici ed i ruoli amministrativi .
Ho, e penso di non essere il solo ad avere questa sensazione, la netta percezione che ultimamente una gran confusione, forse anche creata ad arte, ha regnato nella gestione della cosa pubblica con l'immediato risultato di vedere gonfiati a dismisura i costi a carico dei cittadini e servizi pubblici scadenti o addirittura inesistenti.
INSIEME SI PUO’ !
Con il mio candidato Sindaco, la signora Graziana Bruno, sicuramente vi sono più diversità che identità di vedute, a causa delle differenti esperienze di vita e della diversa formazione politica : tuttavia ci accomuna una enorme passione civica per questa città, il desiderio di contribuire alla sua rinascita e la ferma determinazione a conseguire questo obiettivo con onestà, competenza e professionalità .
Partendo da questo comune intendimento, insieme agli altri candidati abbiamo formato una squadra che rappresenta un vero e proprio LABORATORIO di idee ed impegno civico nonchè un esempio di metodo di lavoro che speriamo venga condiviso dalla stragrande maggioranza dei tarantini.
A tutti coloro che sono LIBERI dalla schiavitù delle ideologie e dell’ignoranza e FORTI nel loro amore per TARANTO io chiedo di abbandonare le antiche divisioni e coalizzare le forze in un unico grande impegno per la città !
Il lavoro da svolgere è enorme ed abbisogna dell’impegno di tutti !!!
Bisogna partire dalle fondamenta e ricostruire innanzitutto le procedure di funzionamento della Amministrazione Comunale, procedure che sono il fondamento stesso della democrazia : ridefinire con esattezza i ruoli politici ed i ruoli amministrativi .
Ho, e penso di non essere il solo ad avere questa sensazione, la netta percezione che ultimamente una gran confusione, forse anche creata ad arte, ha regnato nella gestione della cosa pubblica con l'immediato risultato di vedere gonfiati a dismisura i costi a carico dei cittadini e servizi pubblici scadenti o addirittura inesistenti.
2 commenti:
Ho letto sul Corriere del Giorno l'importante intervento del procuratore aggiunto Franco Sebastio dal titolo “Vita e salute diritti incomprimibili”. Al centro di tale contributo vi abbiamo trovato quei “concetti guida” sulla base dei quali affrontare la questione ambientale a Taranto. Sono concetti che chi ci ha governa dovrebbe leggere, rileggere e ancora rileggere dato che noi, sul fronte dell'inquinamento, da anni siamo costretti a resistere, resistere e ancora resistere. Cosa sgradevole alla nostra pazienza di cittadini oltre che sgradita ai nostri polmoni.
Il procuratore Sebastio spiega che “la nostra Costituzione prevede tutta una serie di diritti che sono “assoluti”, in quanto vanno fatti valere nei confronti di chiunque; altra caratteristica di tali diritti è (salvo un’unica eccezione di cui parlerò fra poco) di essere moderatamente “comprimibili” allorché gli stessi vanno contemperati con altri diritti ugualmente fondamentali”. Fra i valori assoluti annovera ad esempio il diritto di proprietà, il diritto di libertà, l'inviolabilità del domicilio, ecc. Tutti questi diritti - ci spiega il nostro magistrato tarantino - sono “moderatamente comprimibili” nel caso in cui vadano tutelati altri diritti. Fa eccezione il diritto alla salute e alla vita “un bene così primario e fondamentale che non può accettare alcuna limitazione o 'contemperamento' pur se in vista di interessi socialmente rilevanti”. Ho citato per esteso queste frasi per coloro i quali non hanno potuto leggere integralmente il suo intervento sul Corriere del Giorno.
Se procuratore Sebastio ci ha ricordato questi principi costituzionali, non è inopportuno chiedersi come mai qualcuno se li sia dimenticati.
E' una risposta a cui il procuratore Sebastio non può ovviamente rispondere. Ma noi cittadini dobbiamo farlo. Anche perché voteremo fra poco.
Se Taranto ha occupato la copertina dell'Espresso non è perché i giornali e i movimenti ambientalisti locali non anno vigilato ma perché il bubbone è così grosso che lo vedono anche dalla redazione di Milano. A livello nazionale ci dicono: attenzione, Taranto è una città anomale, è un caso nazionale, il disastro ambientale non si può nascondere sotto il tappeto.
Dobbiamo esserne pienamente consapevoli prima di scandalizzarci del fatto che l'Espresso ci sbatta in copertina.
Dobbiamo prendere coscienza che il patologico ambientale è a Taranto riflesso del patologico politico, e viceversa. Un ceto politico sano non avrebbe permesso una città malata.
A Taranto è accaduto l'indicibile. Il sistema economico a Taranto ha massimizzato i profitti facendo pagare all'esterno quei costi sanitari, ambientali e sociali che invece dovrebbero essere a suo carico.
Il sistema economico ha trovato nella “politica sporca” il terreno sul quale esternalizzare i “costi sporchi”. Gli economisti definiscono tali costi con un termine specifico: “costi esterni”. Taranto è diventata zona franca a livello nazionale per l'esternalizzazione dei costi economici delle aziende che altrove non vogliono. In Iran uno stabilimento equivalente all'Ilva lo hanno costruito a 80 chilometri dalla città più vicina.
Qui invece la mancanza di adeguati controlli e cautele ambientali ha consentito non solo l'esternalizzazione abnorme dei costi economici sulla collettività (ovvero una libera concorrenza drogata) ma anche qualcosa di più: la palese violazione delle norme ambientali.
Sarebbe potuto accadere tutto ciò senza le opportune complicità di una parte del ceto politico e sindacale? Domanda retorica. E soprattutto: quale mercato politico-finanziario è stato aperto con questa strategia? Quali ricchezze illecite sono state accumulate in questo modo?
Infatti, caro Direttore, qui non abbiamo di fronte una casuale “dimenticanza” del dettato costituzionale o ad una una carenza di avvocati in grado di capire le riflessioni di Sebastio. Ma siamo in presenza di un “mercato della disattenzione”, di una “compravendita dei silenzi”, di una “messa all'asta delle omissioni”.
Le faccio un solo esempio. E' stato sperimentato in Veneto e in Alto Adige un rilevatore mobile dell'inquinamento dell'aria. E' una valigetta che permette di effettuare misurazioni ogni sei secondi. La si potrebbe portare a spasso per l'area industriale. La valigetta ha infatti un'antenna GPS (Global Position System) che localizza in modo esatto i punti di misurazione dell'inquinamento e la colloca in una mappa geografica. Sono certo che – fra chi leggerà questo intervento – vi sarà anche chi ha il potere di acquistare questa valigetta: ma non lo farà. E non per una questione di costi.
Mentre scrivo queste righe, ricevo dalla Regione Puglia una e-mail in cui mi comunicano di aver protocollato una mia richiesta di tipo ambientale. Avevo scritto 17 giorni fa richiedendo i valori dell'inquinamento dell'aria del 1° aprile, data in cui è uscita dall'Ilva un enorme nuvola scura che ho filmato e messo su Internet (www.tarantosociale.org). Ci sono voluti ben quattro solleciti scritti per ottenere il semplice protocollo. Oggi mi hanno telefonato per far presente varie difficoltà. Ho chiesto che venissero fatti valere i miei diritti di cittadino. Quanto dovrò attendere – dopo tanto strazio per un semplice numero di protocollo – per conoscere i dati ambientali del 1° aprile e per vedere se il mio (se il nostro) diritto alla salute è, per usare le parole del procuratore Sebastio, veramente “incomprimibile”?
Alessandro Marescotti
Per chi conosce un pò la storia e facile riconoscere in quelle righe sia la situazione attuale che quella risalente alla Prima Industrializzazione nella seconda metà dell'ottocento . In entrambi i casi gli uomini sono assimilati ai mezzi di produzione : valgono per quel che producono ! L'aberrazione più grande e che tra le due epoche è trascorsa un'era che ha visto guerre, rivoluzioni e lotte di classe con milioni di morti e con il risultato di tornare al punto di partenza . Corsi e ricorsi storici, dice qualcuno . Io dico invece conosciamo la storia, valutiamo gli errori del passato e la loro corrispondenza con la situazione attuale e cerchiamo di promuovere una corrente di pensiero, pacifista ed ecologista, capace di smuovere le coscienze ed impedire il ripetersi di tali scempi .
Giusto per promuovere anche una riflessione storica, nella seconda metà dell'ottocento presero l'avvio due importanti correnti di pensiero che, pur avendo obiettivi comuni di ugualianza tra gli uomini ed equa redistribuzione della ricchezza, differivano in maniera notevole sui sistemi per raggiungere tali obiettivi . Da una parte la dottrina Marxista con "IL CAPITALE" e dall'altra quella che verrà riconosciuta come la Dottrina Sociale della Chiesa con la "RERUM NOVARUM" .
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